Giulio Fontana per tenuta Marzocco

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Ho scelto questa foto della vigna baciata dal sole per parlarvi del weekend trascorso in compagnia di Roberta e Maurizio. Poppiano è una piccola frazione del comune Montespertoli, rientrante nell’omonima DOCG e nel Chianti dei Colli Fiorentini. Appena arrivati a Poppiano è possibile ammirare una vasta distesa di vigneti e ulivi e il Castello, proprietà della famiglia Guicciardini. Pochi metri più avanti la tenuta Marzocco di Poppiano.

Roberta mostra subito grande interesse e competenza, oltre che per il proprio territorio e l’area dedicata ai vigneti, anche per altri elementi fondamentali della cucina: l’olio, ottenuto dai circa 7 ettari dedicati a cultivar locali e il grano. Ho scoperto dell’esistenza della locale Associazione Grani Antichi che cura questo patrimonio.
Il tour tra i vigneti è durato oltre due ore ed è stato ricco di foto, video e commenti. Partendo dalla suddivisione in parcelle per il sangiovese, ho conosciuto il Capovolto Toscano, particolare forma di allevamento guyot e valutato la differenza tra gli impianti più giovani e quelli più datati. L’area del Pretale è dedicata al Canaiolo. Salendo in auto, troviamo l’area dei nuovi impianti dove  abbiamo ammirato la differenza vegetativa tra il Cabernet Franc e il più esplosivo Sauvignon! Il terreno è caratterizzato da pendenze notevoli e i filari sono lunghi e ben distanziati. la produzione è molto al di sotto delle potenzialità totali per garantire massima qualità

La visita in cantina conferma la grande dedizione e la ricerca nella pulizia del prodotto. Grandi e piccole vasche in cemento dove viene svolta la malolattica per tutti i vini. Botti grandi per il sangiovese e rovere di II passaggio per le riserve. I sentori non sono rilasciati dalle diverse tostature ma da un’attenta selezione delle tipologie di rovere dei prodotti di Garbellotto.

La degustazione:

Riserva 2016 90% sangiovese 10 % , il cabernet fa affinamento solo in botte piccola, mentre Il sangiovese svolge per il 70 % affinamento in botte grande e per il 30 in barrique, freschezza notevole caratteristica riconoscibile anche nei successivi vini!

Riserva 2015 naso più pronto richiami col primo vino stessa vinificazione più acidità e potenziale leggermente superiore all’annata ‘16. Sembra sia stata una stagione davvero ottima.

Veniamo ora ai due vini di punta
Pretale igp #sangiovese, cabernet sauvignon e #canaiolo al naso speziatura marcata e cenni vegetali . Gusto richiami di cioccolato e acidità spiccata, interessante sapidità finale e persistenza notevole.

Vigna del leone, sangiovese con aggiunta di #cabernetsauvignon e #merlot da vendemmia tardiva. Residuo zuccherino piu alto. Frutta matura al naso e note vegetali. Finale meno intenso ma molto persistente.

Abbiamo riassaggiato Pretale e Vigna del Leone il giorno successivo, con il Leone che ha mostrato un’ulteriore evoluzione e complessità nel calice, con note dolci meno marcate e ancora piu eleganti!
Questi vini hanno ottenuto per la prima volta dei riconoscimenti da Gambero Rosso.

Il contatto Instagram del nostro scrittore:

https://www.instagram.com/888proof/

Francesco Bonomi per San Leonardo

Un nome e una realtà noti quelli di San Leonardo che ho avuto la gioia di visitare lunedì.
Potrei ora raccontarvi la storia avvincente che ha portato a tutto ciò o le tecniche e le scelte che rendono speciali questi vini,  ma preferisco consigliarvi di respirare queste emozioni in azienda.In molti mi avete scritto lunedì in seguito alle storie pubblicate e ho capito che una buona percentuale di voi deve ancora visitarla.È una di quelle realtà che un appassionato del settore deve scoprire dal vero almeno una volta nella vita.  Vi racconto invece alcune sensazioni che ho provato e che descriverei sorprendenti e a tratti deliziosamente contrastanti.
IMPONENZA E INNOVAZIONE, TRADIZIONE E SEMPLICITÀ Da un lato si avvertono lo spirito innovativo, che fin dai primi passi ha caratterizzato le scelte fatte in senso agronomico ed enologico, e l’imponenza della realtà, che viene trasmessa in diverse occasioni.Sin dall’ingresso, con il nome della tenuta in bella vista, i 30 ha. vitati di proprietà, con filari lunghi e perfettamente curati, la villa in cima alla collinetta, il bosco che nasce accanto ai vigneti e si infittisce arrampicandosi sulla maestosa montagna alle sue spalle.Non dimentichiamo poi il meraviglioso caveau dove vengono conservate tutte le annate prodotte, anticamera della sensazionale barricaia nella quale, al buio, il vino affina per lunghi anni accompagnato da canti gregoriani in sottofondo.Inoltre citando alcuni nomi che incrociano la storia di questa cantina troviamo personaggi come Attilio Scienza, Mario Incisa della Rocchetta, Piero Antinori e Giacomo Tachis che diventa enologo della cantina nel 1985.
Tutto questo fa presupporre ad una cantina 3.0 ultra moderna ed improntata su uno stile auto-celebrativo, ma ecco che si fanno spazio tradizione e semplicità.
Ci si ritrova in un luogo mistico, a tratti incantato, in cui il tempo si è fermato. Sono impressi da secoli cenni alla storia passata, testimonianze e reperti gelosamente e con cura custoditi dalla famiglia Guerrieri Gonzaga.Un orto, che assieme alla piccola cappella affrescata dai monaci nel 1200 testimoniano le origini monastiche della tenuta.
Uno spazio è adibito a museo e raccoglie molti oggetti e attrezzi di lavoro usati un tempo nella fattoria, sono presenti documenti, etichette e fotografie di famiglia di un tempo. La degustazione si conclude poi in una sala accogliente e familiare, il marchese Carlo passa e con un cordiale sorriso ci saluta.
Penso di aver racontato già troppo, dei vini se ne parlerà più avanti, o forse no… chi ancora non è stato in visita mi auguro lo faccia e mi contatti per condividere le emozioni provate, chi ci è già stato ha provato le mie stesse sensazioni?

per altro sul nostro sommelier Francesco Bonomi, il suo indirizzo instagram: https://www.instagram.com/bonomi_winediary/

Brut Premier by Louis Roederer

Un’etichetta che non annoia mai: brut premier by Louis Roederer.
40% Pinot Noir, 20% Pinot meunier, 40% Chardonnay, con tre anni di vita in cantina, sei mesi di affinamento in bottiglia entra in commercio e si presenta uno champagne raffinato, semplicemente fresco e con un perlage irresistibile. Sempre un piacere degustarlo, come del resto la maggior parte dei prodotti di questa Maison.

Chateau Haut Monteils 2010

Sauternes Haut Monteils 2010
Semillon, Muscadelle e Sauvignon Blanc sotto effetto di botrytis cinerea danno insieme uno splendido passito muffato. Due anni di affinamento in vasche e dieci anni complessivi di vita presentano questa bottiglia con uno strepitoso giallo ambrato di invidiabile consistenza. Il naso è timido nel suo genere, che da più complessità che intensità. I sentori sono i classici ricordi di frutti gialli sotto sciroppo, confetture e datteri, accompagnati però da una fine speziatura di zafferano e da una nota di idrocarburi. In bocca è ancora giovanissimo, sprigiona una potentissima freschezza che fa pensare ad almeno altri dieci anni di strada da percorrere prima di esprimersi al suo meglio.

Pagodes de Cos 2010

Chateau Cos d’Estournel
Pagodes de Cos 2010
Bordeaux. A St. Estèphe, nel Medoc troviamo questo vino famoso per essere uno il miglior secondo della Maison. Comparato a molti vini dello stesso Chateau, ottiene effettivamente maggior gradimento rispetto ai Vintage del ’60 e’ 70.
Con un blend di Cabernet Sauvignon e Merlot, rispettivamente a 62% e 38% si presenta come un gran rosso full-body, tannico e morbido, perfettamente equilibrato, andando ad ottenere oltre i 90 punti di media. Sicuramente longevo, l’età di apertura indicata è tra i 10 e i 15 anni.

Bollinger – Maison Fondée en 1829

Fondata nel 1829, questa importantissima Winery produce in Vallée de la Marne in 7 vigneti distribuiti oggi in 140 ettari, di cui il 60% destinati a viti di Pinot Noir. Il mastro bottaio, che si prende cura di legni con oltre 100 anni, dove avviene la prima fermentazione, è il primo responsabile di cantina per la complessità che si ritrova anche nella loro base, la Special Cuvée. Ad un soffio dalla produzione di mezzo milione di bottiglie annue è considerata una delle più importanti maison della Champagne, con prodotti strepitosi come la Grande Année 07 e 08, la Limited Edition di Rosè 2006 e la già menzionata special cuvée, che anche se corrisponde all’etichetta di partenza, sprigiona una complessità incredibile ed un gusto pieno, con tutte le conseguenze di tre accuratissimi anni su lieviti.
A mio avviso, non hanno sbagliato un colpo, e vi invito a provare ogni etichetta di Bollinger

La leggenda del Gallo Nero

La leggenda narra che nel periodo medievale, quando le Repubbliche di Firenze e Siena si combattevano aspramente per prevalere l’una sull’altra, il territorio del Chianti, proprio perché intermedio alle due città, fosse oggetto di dispute pressoché continue. Per porre fine alle contese e stabilire un confine definitivo si convenne di far partire dai rispettivi capoluoghi due cavalieri e di fissare il confine nel loro punto d’incontro. La partenza doveva avvenire all’alba e il segnale d’avvio sarebbe stato il canto di un gallo. I senesi ne scelsero uno bianco, mentre i fiorentini optarono per uno nero, che tennero chiuso in una piccola e buia stia pressoché digiuno per così tanti giorni da indurlo in un forte stato di esasperazione. Il suo canto consentì infatti al cavaliere di Firenze di partire con grande vantaggio su quello senese, che dovette attendere le prime luci del giorno e che percorse solo dodici chilometri in solitudine poiché a Fonterutoli incontrò l’altro cavaliere.
Fu così che quasi tutto il Chianti passò sotto il controllo della Repubblica Fiorentina, molto tempo prima della caduta di Siena stessa.

Ornellaia 2002

Un’annata fresca, rigida in termini vinicoli. Cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot passano 18 mesi in barrique, un anno di affinamento, vengono poi assemblati e tornano a maturare in barrique per altri 6 mesi. Dopo un anno di affinamento finale viene immesso nel mercato.
Con 92 punti da Antonio Galloni questa bottiglia esprime tutta la territorialità di una DOC splendente, grazie soprattutto ad una selezione manuale delle uve meticolosa, scegliendo solo il meglio delle serre dell’Ornellaia.
Da provare assolutamente.