Boccata d’aria, Trentino E Alto Adige

Sì perchè il Trentino è una cosa, l’Alto Adige è un’altra. Superata Verona resto sempre incantato dall’autostrada del Brennero, specie quando sempre di più ci si trova in una valle incantata che costeggia l’Adige affiancato da ogni finestrino dell’auto da monti imponenti. Quindi facciamolo: si parte da Milano con il Senator Gaudioso, fedele compagno di escursioni enologiche in un periodo incerto, direzione Trentino-Alto Adige.

La prima tappa è la capitale del Metodo Classico Italiano, Trento, dove dal 1902 un nome si leva sopra gli altri: Ferrari. Oggi il Gruppo Lunelli amministra e permettetemi, fa si che il nome Ferrari brilli sempre di più nel mondo. Nel 2021 ancor di più, quando si aggiudica ogni podio della Formula 1 e viene premiata come miglior sparkling winery del mondo. Ad oggi di circa 9 milioni di bottiglie nel Trento DOC pare sia il 60% e più di proprietà di Ferrari appunto. Quasi un monopolio, non imposto, ma meritato.

Poco più a Nord troviamo un’altra piccola realtà, ma non meno interessante: la Cantina Endrizzi. In effetti, una mia partnership nata con il lancio del Piancastello Zero il 2 Ottobre dello scorso anno, ha fatto si che, dopo essermi innamorato della finezza di bolla di questa etichetta, ho dovuto fissare una tappa obbligatoria. Qui ad accogliermi uno staff molto giovane e preparato che rispecchia sicuramente l’altrettanto giovane proprietà, eredi carismatici con tanta voglia di intraprendere a pieno la via della qualità.

Il Senator Guadioso ed Io in uno dei vigneti di Endrizzi

Un passo in più verso il Nord ed eccoci nel Sudtirol. Ecco, permettete una specifica molto importante: qui non fa solo freddo. Il Sole batte e non poco, e vi assicuro che passeggiare in Aprile tra le vigne di Alois Lageder non è stato così comfortante (anche perchè ignorantemente mi aspettavo il gelido montanaro e non i 30° percepiti personalmente). Bando alle ciancie, i ringraziamenti arrivano subito a Matteo, affidabilissimo rappresentante di Milano con nomi importanti sulle spalle, tra cui Banfi, che mi ha ospitato qui assieme a qualche collega di Osteria Brunello di Milano, Raffaele ed Andrea con i quali ho avuto il piacere di degustare la batteria di una ventina di etichette, tra esperimenti ed annate proibite.

Oggi che scrivo sono ancora più in alto, bloccato nel Grand Hotel di Karezza circondato da più di 50 cm di neve, degustando alcuni nomi noti ed altri un pò meno.
Mi piace sempre ricordare Franz Haas, per la prima volta con il suo vellutato Lagrein, fresco ma sorprendentemente morbido (mica troppo sorpreso, mi sorprenderebbe non essere sorpreso da Franz Haas).

Kellerei Bozen, a 20 minuti da me effettivamente, un’altra meravigliosa realtà del Sudtirol della quale ho saputo apprezzare Thalman e Greel, due magnifiche riserve, rispettivamente Pinot Nero e Sauvignon. Da non tralasciare comunque tutta la linea Riserva e Collection, dove i profumi delle escursioni termiche giornaliere inebriano anche l’olfatto più timido.

Tornando sulle bolle la sorpresa arriva da Kettmeir, gentilissimi nel propormi una campionatura dei loro Metodo Classico, formidabili, freschi e genuini, assolutamente degni della Denominazione che riportano in etichetta.

A seguire, qualche nome stoico della regione:

St. Michael-Eppan, tra le più famigerate cantine,
tra i più famigerati vitigni: Pinot Nero e Gewurztraminer

Cantina Tramin a rinfrescarmi una calda giornata sarda.

Colterenzio, e la linea Lafoa, estremisti del sapore.

Ancora Kettmeir, questa volta con un Cru.

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