calici a REGOLA d’arte

Nel comune di Riparbella a due passi da Bolgheri la famiglia Nuti acquista un piccolo terreno agli inizi del ‘900, dove solo negli anni ’90 inizia ad essere il grandioso terroir dal quale emergono le viti tipiche dell’odierna Bolgheri DOC, dove nomenclatura a parte, poco cambia.

Luca, agronomo e responsabile dei sapori naturali ottenuti dalla cura dei vigneti, tutti in concezione biologica; Flavio, avvocato e ad oggi direttore commerciale, che spinge le “Regole” di famiglia in Italia ed all’estero.

I due fratelli hanno un credo unico volto al rispetto della natura, del senso del buono e dell’arte. La cantina appena ristrutturata è anch’essa pensata e costruita seguendo il filone del biologico. Un discorso che fortunatamente la stragrande maggioranza delle proprietà stanno facendo loro, dove la convivenza pacifica con il nostro mondo oltre ad essere una scelta, sta diventando un dovere. Per enfatizzare la loro direzione, in barricaia addirittura esiste un viaggio emozionale che porta i visitatori a trasportarsi nell’universo cosmico grazie alla splendida opera d’arte del maestro Tonelli.

Arriviamo al clou: una linea di etichette classiche e non, dove ad iniziare sono i tre bianchi ed il rosato, freschi e solari, seguiti da uno splendido ed atipico metodo classico di 60 mesi su lieviti con il Manseng, decisamente innovativo come vitigno, specie per la spumantizzazione.

La regola, 2016 e 2017 in degustazione

Finalmente però arrivano i rossi, le vere opere d’arte: Strido (merlot in purezza) e La Regola (cabernet franc in purezza) fanno da testimonial ad un terroir davvero favoloso, tipico della costa livornese che non ha nulla di distante dai grandi rossi bolgheresi a cui siamo abituati. Seguono Beloro e Vallino per gli amanti dei tannini, dove sangiovese nel primo e cabernet sauvignon in maggioranza danno le tipiche note toscane. Terminiamo con Ligustro e Le prode, rossi giovani e versatili, dove il figlio di Flavio inizia a sperimentare il cemento in vinificazione.

Poi, la produzione speciale di grappe, oli ed un passito da mille e una notte.

Insomma, la Regola è una tenuta davvero fatta con criterio, e permettetemi, intelligenza. Non manca nessun aspetto, ma semplicemente gli anni necessari a far sì che venga conosciuta e diffusa in Italia e nei mercati esteri innamorati della bella Toscana.

(partendo da sinistra: Fabio Pernarella, Flavio Nuti, Marco Sanna; raffigurato nel libro chef Ardit Curri)

Per ora Fabio Pernarella ne proferisce parola, dapprima con me e poi nei ristoranti di sua proprietà a San Gimignano: il Perucà, tradizionalmente innovativo, ed il San Martino 26, in guida Michelin dove tra le sue 350 etichette Strido è sul podio dei rossi più apprezzati dalla clientela, proposto da Marco Sanna, Maitre e Sommelier dello chef Ardit Curri.

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