Degustare, secondo Marco…

Degustare… ma che cosa vuol dire degustare?
Teoricamente la degustazione è un’analisi oggettiva ed obiettiva, che ha lo scopo di descrivere il vino in questione. Esame visivo, esame olfattivo, esame gusto-olfattivo. Un centinaio di vocaboli, una serie di descrittori olfattivi, una netta differenza tra le componenti organolettiche ed il gioco è fatto!


Ti dirò, alla lunga, maturando il mio palato mi sono accorto che tante volte questo schema non è più funzionale. Ci sono alcuni vini, effettivamente quelli più meritevoli, che suscitano forti emozioni, che hanno una loro direzionalità, un loro dire.
Credo che ogni vino che abbia un carattere, sia poi in verità descrivibile, sempre rimanendo nell’oggettività, come un particolare vino.
Mi spiego: di recente, bevendo un Gavi DOCG di cantine Caldera, nel Casale Monferrato, mi accorgo che questo è particolarmente fresco. Dai sentori di frutta a polpa bianca, all’odore di erba tagliata, fino alle acidità presenti nel suo assaggio. Questo merita senz’altro più che un “fresco”. Merita di essere descritto
come un bianco particolarmente fresco, persistente quasi sono nelle sue durezze, in un certo senso poco equilibrato, ma comunque in maniera gradevole. Questo vino ha funzionato, e soprattutto grazie a questa incredibile freschezza, quasi esuberante. Ci piace, il carattere. Ci piace.

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