La Montina – FRANCIACORTA DOCG

Le Tenute La Montina si trovano a Monticelli Brusati (BS), nell’estremo lembo nord-orientale della Franciacorta, a ridosso di un ampio anfiteatro morenico, là dove finiscono le strade carrozzabili e inizia la boscosa Valle Mugnina.
Una zona naturalmente vocata alla coltivazione della vite, ricca di storia, di suggestioni paesaggistiche, di romantici echi…
Oggi l’impianto vinicolo di estende su 72 ettari dislocati in 7 Comuni della Franciacorta. Nel suo complesso, ha una capacità di stoccaggio di circa 3.000.000 di bottiglie e si estende per 7.450 m² sotterranei, il che garantisce tutto l’anno la minore escursione termica possibile (attorno ai 13°- 16°), condizione ottimale per la giusta maturazione dei Franciacorta.
Cosa vuol dire questo? Saper fare del vino forse? Si.

Rieccomi, sempre a parlare di bollicine. Questa volta siamo in Franciacorta, la Denominazione con la D maiuscola: difficile, restrittiva, ma maestosa. Un terroir morenico, un microclima davvero ingarbugliato al meglio e probabilmente il miglior lotto di metodo classico in produzione.
Se ci addentriamo troveremo questo nome: La Montina. Ma chi è? Chi la conosce?
Eh cari miei, dovreste. 380’000 meraviglie l’anno versate un bottiglie di vetro scuro, a rappresentare un nome storico della Curte Franca. Michele e la sua famiglia cedono le quote a niente meno di Berlucchi e si mettono in proprio nell’87. Con gli anni arrivano le soddisfazioni, nel 2004 finalmente la prima riserva, oggi con 70 ettari ricoprono una buona fetta della DOCG e ne dimostrano la qualità. Non è un lavoro, è una vita di sacrifici e di grandissime soddisfazioni. Qui non ci si improvvisa, si fa la storia e si punta dritti ad un solo obbiettivo: migliorarsi di giorno in giorno.

Provare un Demi-sec è stata una sfida personale, voluta inizialmente un po’ come provocazione verso @bozza.michele, uno dei proprietari di @la_montina, cercando di capire fino a che livello si possa produrre del buon vino. Metodo Classico, 35g/l circa di residuo zuccherino. Risultato? Un palato vellutato ma al contempo perfettamente fresco, con un intuito di sapidità. Tutta la tipicità territoriale della Franciacorta, accompagnata ma mai nascosta dal liqueur d’expedition. Scherzando l’ho ipotizzato come un vino da colazione, perché no. Sicuramente è perfetto per quei dolci poco dolci, scusate la ripetizione. Una crostata di frutta per tornare ai sentori di lampone e ribes, un biscottato, e via così.

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