Francesco Bonomi per San Leonardo

Un nome e una realtà noti quelli di San Leonardo che ho avuto la gioia di visitare lunedì.
Potrei ora raccontarvi la storia avvincente che ha portato a tutto ciò o le tecniche e le scelte che rendono speciali questi vini,  ma preferisco consigliarvi di respirare queste emozioni in azienda.In molti mi avete scritto lunedì in seguito alle storie pubblicate e ho capito che una buona percentuale di voi deve ancora visitarla.È una di quelle realtà che un appassionato del settore deve scoprire dal vero almeno una volta nella vita.  Vi racconto invece alcune sensazioni che ho provato e che descriverei sorprendenti e a tratti deliziosamente contrastanti.
IMPONENZA E INNOVAZIONE, TRADIZIONE E SEMPLICITÀ Da un lato si avvertono lo spirito innovativo, che fin dai primi passi ha caratterizzato le scelte fatte in senso agronomico ed enologico, e l’imponenza della realtà, che viene trasmessa in diverse occasioni.Sin dall’ingresso, con il nome della tenuta in bella vista, i 30 ha. vitati di proprietà, con filari lunghi e perfettamente curati, la villa in cima alla collinetta, il bosco che nasce accanto ai vigneti e si infittisce arrampicandosi sulla maestosa montagna alle sue spalle.Non dimentichiamo poi il meraviglioso caveau dove vengono conservate tutte le annate prodotte, anticamera della sensazionale barricaia nella quale, al buio, il vino affina per lunghi anni accompagnato da canti gregoriani in sottofondo.Inoltre citando alcuni nomi che incrociano la storia di questa cantina troviamo personaggi come Attilio Scienza, Mario Incisa della Rocchetta, Piero Antinori e Giacomo Tachis che diventa enologo della cantina nel 1985.
Tutto questo fa presupporre ad una cantina 3.0 ultra moderna ed improntata su uno stile auto-celebrativo, ma ecco che si fanno spazio tradizione e semplicità.
Ci si ritrova in un luogo mistico, a tratti incantato, in cui il tempo si è fermato. Sono impressi da secoli cenni alla storia passata, testimonianze e reperti gelosamente e con cura custoditi dalla famiglia Guerrieri Gonzaga.Un orto, che assieme alla piccola cappella affrescata dai monaci nel 1200 testimoniano le origini monastiche della tenuta.
Uno spazio è adibito a museo e raccoglie molti oggetti e attrezzi di lavoro usati un tempo nella fattoria, sono presenti documenti, etichette e fotografie di famiglia di un tempo. La degustazione si conclude poi in una sala accogliente e familiare, il marchese Carlo passa e con un cordiale sorriso ci saluta.
Penso di aver racontato già troppo, dei vini se ne parlerà più avanti, o forse no… chi ancora non è stato in visita mi auguro lo faccia e mi contatti per condividere le emozioni provate, chi ci è già stato ha provato le mie stesse sensazioni?

per altro sul nostro sommelier Francesco Bonomi, il suo indirizzo instagram: https://www.instagram.com/bonomi_winediary/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...